Ci sono molti modi per visitare Milano con una classe. Ma prima di chiedersi cosa vedere, può essere più interessante farsi un’altra domanda:
quale Milano vogliamo far capire agli studenti?
Perché Milano non è soltanto Duomo, Castello Sforzesco e Ultima Cena. È una città che permette di leggere, nello spazio di pochi chilometri, alcuni dei grandi cambiamenti della società italiana: industrializzazione, guerre, migrazioni, design, moda, trasformazioni urbane, scienza e innovazione.
Abbiamo provato allora a immaginare sette gite scolastiche diverse nella stessa città. Non sette classifiche di luoghi da vedere, ma sette domande dalle quali partire.
1. Come cambia la vita quando cambia la tecnologia?
Una locomotiva, una macchina a vapore, un vecchio stabilimento industriale, un computer. Gli oggetti tecnologici raccontano molto più della tecnologia: raccontano come lavoravamo, come ci spostavamo e come vivevamo.
Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci è uno dei punti di partenza più interessanti per affrontare questi temi con gli studenti.
Da Leonardo allo spazio, dai trasporti alle telecomunicazioni, una visita può diventare l’occasione per mettere in relazione passato e presente.
E magari arrivare alla domanda che riguarda direttamente questa generazione:
come cambieranno intelligenza artificiale, robotica e automazione il nostro modo di vivere e lavorare?
2. Perché Milano è diventata Milano?
Per capirlo bisogna uscire dal centro. Milano è stata una delle grandi città industriali europee e ancora oggi molti quartieri ne conservano le tracce.
Bicocca, Bovisa, Tortona, Porta Genova e altre aree della città permettono di osservare qualcosa che sui libri di storia può sembrare astratto: la trasformazione di una città industriale in una città dei servizi, della cultura e della conoscenza.
Ex fabbriche diventate università, musei, spazi culturali e nuovi quartieri raccontano fisicamente questo cambiamento. Una passeggiata urbana può così trasformarsi in una lezione di storia economica.
3. Chi decide che cosa è design?
Milano è conosciuta nel mondo per il design. Ma proprio per questo può essere interessante evitare di presentarlo agli studenti semplicemente come qualcosa di “bello”.
Una sedia, una lampada, una macchina da scrivere, una caffettiera o un’automobile nascono dall’incontro fra progettazione, industria, tecnologia, cultura e bisogni delle persone.
L’ADI Design Museum e la Triennale Milano permettono di esplorare questo universo attraverso oggetti, progetti e linguaggi che hanno accompagnato l’evoluzione della società italiana.
La domanda da portare a casa potrebbe essere:
perché alcuni oggetti attraversano le generazioni mentre altri scompaiono?
4. Come si racconta il Novecento?
Milano offre molti ingressi possibili nella storia del XX secolo.
Il Museo del Novecento permette di attraversarlo attraverso l’arte.
Il Memoriale della Shoah di Milano, negli spazi della Stazione Centrale, porta invece gli studenti dentro una delle pagine più drammatiche della storia europea.
Sono esperienze molto diverse, ma condividono una caratteristica importante: rendono fisico ciò che a scuola viene necessariamente studiato attraverso parole, documenti e immagini.
Visitare i luoghi significa aggiungere una dimensione.
Lo spazio.
5. Una città può raccontare chi siamo diventati?
Milano è anche una città costruita dalle persone che sono arrivate. Prima dalle campagne e dalle regioni italiane durante la grande industrializzazione. Poi, progressivamente, dal resto del mondo.
Il MUDEC – Museo delle Culture, ma anche alcuni quartieri milanesi, possono diventare il punto di partenza per affrontare temi come identità, culture, migrazioni e globalizzazione.
Qui la gita può incontrare educazione civica, storia, geografia e contemporaneità.
E una domanda tutt’altro che semplice:
quando una città cambia popolazione, cambia anche la sua identità?
6. Dove finisce l’arte?
Forse non sulla porta di un museo.
Milano permette di lavorare con gli studenti anche sull’idea stessa di spazio culturale.
Accanto alle istituzioni storiche troviamo luoghi come Pirelli HangarBicocca, dove arte contemporanea e archeologia industriale convivono in uno spazio nato per tutt’altro scopo.
Poi ci sono architetture, installazioni, piazze, edifici e interventi urbani disseminati nella città.
Si può quindi costruire un itinerario nel quale agli studenti non venga chiesto soltanto di osservare un’opera.
Ma di domandarsi:
perché quest’opera si trova proprio qui?
7. Come sarà la Milano di domani?
Una gita scolastica non deve necessariamente parlare del passato. Milano permette di osservare anche la città mentre cambia.
Porta Nuova, CityLife, MIND e i grandi progetti di rigenerazione urbana aprono discussioni su sostenibilità, mobilità, architettura, tecnologia, lavoro e nuovi modi di abitare le città.
Per gli studenti più grandi può diventare un esercizio particolarmente interessante. Osservare un quartiere e provare a immaginare:
come vorremmo vivere nelle città fra vent’anni?
Non esiste necessariamente una risposta corretta. Ed è proprio questo a rendere interessante la domanda.
Prima di scegliere la destinazione, scegliamo la domanda
Una buona gita scolastica non si misura necessariamente dal numero di luoghi visitati. A volte un museo in meno e una domanda in più producono un’esperienza migliore.
Arte, storia, tecnologia, design, industria, memoria, trasformazioni sociali: Milano permette di costruire percorsi molto diversi a seconda dell’età degli studenti e degli obiettivi didattici.
Una volta costruito il percorso, però, arriva una questione molto concreta:
come spostiamo il gruppo?
Orari delle visite, numero di studenti e accompagnatori, punti di salita e discesa, distanze tra le tappe, eventuali bagagli e tempi di percorrenza devono essere considerati insieme. È qui che un itinerario sulla carta deve diventare un viaggio possibile.
Organizzare il bus per una gita scolastica a Milano
Busnelli Viaggi accompagna scuole e gruppi per uscite didattiche, visite culturali e viaggi d’istruzione con partenza da Milano, ma anche scolaresche provenienti da altre città che hanno bisogno di organizzare i propri spostamenti una volta arrivate a Milano.
La flotta comprende mezzi di differenti capacità, dai minibus agli autobus per gruppi più numerosi, così da poter individuare la soluzione in funzione del numero di partecipanti e dell’itinerario.
Se state progettando una gita, quindi, non serve necessariamente partire chiedendo:
“Quanto costa un pullman?”
Potete partire raccontandoci il viaggio:
dove volete andare, quanti siete, quanto tempo avete e che cosa vorreste fare.
Al trasporto pensiamo insieme.
Busnelli Viaggi. Dal 1924 muoviamo persone.